Tetano da ruggine: incubazione e sintomi iniziali

Il tetano è una seria malattia infettiva causata da un microbo, il clostridio del tetano, particolarmente diffuso nell’ambiente e col quale non è difficile venire a contatto.

Si tratta di un batterio anaerobico, che vive in  ambienti privi d’aria, tanto è vero che è ucciso dall’ossigeno.

Quando si trova in condizioni a lui sfavorevoli, rilascia nell’ambiente delle spore, in grado di sopravvivere e di contaminare il terreno.

Si trova generalmente nelle feci dei cani, gatti, cavalli e pollame.

Il letame ne è particolarmente ricco e la contaminazione umana avviene quando penetra nell’organismo attraverso una ferita o una lacerazione.

La spora, una volta entrata nell’organismo si trasforma nel batterio, sempre che trovi le condizioni favorevoli alla sua trasformazione.

Non è il batterio in se a provocare l’intossicazione, ma una tossina da lui prodotta che entra in circolo e viene trasportata in tutti i distretti dell’organismo molto rapidamente.

Incubazione

L’incubazione, una volta che ci si è infettati, varia dai tre giorni alla tre settimane e, più breve è il periodo d’incubazione, maggiormente virulenta sarà l’intossicazione, che difficilmente darà scampo al soggetto contaminato.

Sintomi iniziali

Gli effetti della tossina sono devastanti per il sistema nervoso, suo bersaglio principale, perchè blocca l’azione dei neurotrasmettitori e il soggetto che ha contratto l’infezione verrà colpito da spasmi dolorosi e incontrollabili, che possono essere scatenati anche da lievi stimoli luminosi.

Il primo sintomo di una infezione tetanica è il trisma, una contrazione incontrollabile della mandibola, che impedirà qualsiasi movimento, seguiranno man mano l’irrigidimento del collo, degli addominali e via via di tutto il corpo.

Un soggetto che ha contratto il tetano deve essere subito ospedalizzato, in quanto ha bisogno di essere intubato e anestetizzato visto che gli spasmi possono essere di una violenza tale da provocare anche delle fratture.

In terapia intensiva il soggetto colpito, se si interviene per tempo, dovrà restare anche per un lungo periodo, settimane addirittura, visto che la tossina resterà attaccata al sistema nervoso a lungo, e ci vorrà del tempo prima di poterla eliminare del tutto.

La sola cura è la prevenzione, ovvero la vaccinazione che è attualmente inserita nel gruppo delle obbligatorie per i bambini di età inferiore ai 7 anni.

Se ci si ferisce ed è passato un lungo lasso di tempo dalla vaccinazione o dall’ultimo richiamo, è necessario vaccinarsi, e assumere anche una dose di siero immune, in quanto il vaccino impiegherebbe troppo tempo per dare una protezione efficace.

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