Ipocondria: come riconoscerla e curarla

L’ipocondria è, in sostanza, la paura ossessiva di essere malato, di essere minati da una malattia grave che si ritiene di avere per colpa di una errata interpretazione delle sensazioni corporee.

Detto in maniera molto succinta questa è l’ipocondria, mentre invece si tratta di un disordine, o sarebbe meglio dire, ossessione molto più complessa.

Perchè si possa parlare di ipocondria, questo disturbo deve perdurare per almeno sei mesi, in assenza di una vera e reale patologia, senza che vi siano altresì concomitanti disturbi di ordine psicologico o neurologico.

In effetti il nostro corpo è una entità rumorosa, che continuamente invia dei segnali o dei messaggi con in quali ci informa del suo stato di salute.

L”ipocondriaco, in definitiva, ha una percezione errata di tali messaggi, o meglio, li intrepreta nella maniera sbagliata, per cui anche un semplice fastidio viene per lo più interpretato come il segnale premonitore di una grave malattia che lo sta minando severamente.

E allora le corse dal medico sono sempre più frequenti e a nulla valgono le sue assicurazioni, anche se confortate da risultati inequivocabili e certi di esami strumentali, che verranno eseguiti praticamente quasi senza soluzione di continuità.

La vita di un ipocondriaco, del così detto malato immaginario, è una vita difficile, triste, piena di preoccupazioni, anche solitaria,  così come magistralmente rappresentato anche nel film con l’indimenticato Alberto Sordi, film tratto dall’omonimo romanzo di Molière.

La sua ossessione lo porta a parlare, ma per lo più a lamentarsi dei suoi mali immaginari con tutti coloro che gli capitano a tiro, con il solo risultato di allontanare da se tutti gli amici,  conoscenti, e perfino i familiari, visto che tutti cercheranno di evitarlo.

Uscire da questa situazione è possibile, anche se oggettivamente difficile, ma non è possibile riuscirci da soli.

E’ necessario farsi aiutare da uno specialista, anche perchè l’approccio terapeutico non è dei più semplici visto che, in sostanza, una vera malattia non esiste, ma è presente solo un disturbo della personalità.

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