Ulcera peptica: sintomi, cause e cura

L’ulcera peptica è una lesione erosiva della parete dello stomaco o del duodeno del diametro superiore ai 3 mm.

Cause

Il principale responsabile dell’ulcera è l’Helicobacter pylori, un batterio che,, una volta penetrato nell’organismo, va ad annidarsi nella mucosa delle parete dello stomaco, provocando una erosione della stessa, o meglio, del muco protettivo , per cui gli acidi, i succhi gastrici e gli enzimi dello stomaco, andranno ad intaccare la parete dello stomaco, non più adeguatamente protetta dal muco.

Altre cause possono anche essere il fumo, l’azione erosiva di alcuni farmaci quali i FANS, lo stress e i cortisonici, tutti molto aggressivi nei confronti dello stomaco.

Sitomi

Il sintomo principale è rappresentato da un dolore crampiforme alla bocca dello stomaco, immediatamente sotto lo sterno, ma può presentarsi anche il dolore notturno localizzato alla schiena, immediatamente sotto le costole, che compare generalmente intorno alle 2-3 di notte, o anche il dolore può fare la propria comparsa alla fine della digestione.

Cura

Il dolore, se non troppo intenso, può alleviarsi, o addirittura passare, con l’assunzione di cibo o anche bevendo un po’ d’acqua, ma si tratta di un sollievo momentaneo e ben presto il dolore si ripresenterà.

Una volta di ulcera si moriva e i tanti personaggi illustri del passato che hanno subito questa sorte ne sono una testimonianza.

Oggi con i farmaci di nuova generazione, e in particolare con gli inibitori della pompa protonica, è possibile curare l’ulcera, a meno che non sia sostenuta dall’Helicobacter.

In questo caso, questo va eradicato completamente con una cura specifica, della durata di circa un mese, ma la soluzione è definitiva.

Per determinare la presenza del batterio, è necessario ricorrere alla gastroscopia, un esame invasivo, più fastidioso che altro, che prevede l’introduzione, per via orale, di un tubo flessibile di circa 9 mm di diametro, munito di una telecamera alla punta e di un illuminatore, col quale si raggiunge lo stomaco e il duodeno.

La punta dello strumento è dotata altresì di un accessorio col quale è possibile prelevare un campione della mucosa gastrica che potrà anche essere analizzato subito dopo la fine dell’esame, per cui la risposta il paziente l’avrà mentre ancora è nella sala dove si è svolta la gastroscopia.

Una volta eradicato l’Helicobacter, il problema non si presenterà nuovamente.

In alternativa alla gastroscopia, e solo per la verifica della presenza del batterio, è possibile ricorre anche ad un esame del sangue o all’esame del respiro.

Il solo limite è che la risposta non è immediata e che a volte è possibile che si presentino dei falsi negativi.

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