Dieta a zona si, dieta a zona no

Dieta a zona si, dieta a zona no.

Come al solito, in questi casi, le opinioni e i giudizi sono per lo più contrastanti, in quanto i fautori sarebbero disposti a tutto pur di vedere osannata la dieta da loro scelta e, al contrario, i denigratori pensano di essere i soli ad avere un po’ di sale in zucca.

Tuttavia, rispetto ad altre diete ben più sbilanciate verso un tipo di alimenti in particolare, la dieta a zona è quella che in sostanza, è meno problematica, certamente meno pericolosa di altre, visto che non ha delle controindicazioni specifiche.

Inoltre, ha il grande pregio di raccomandare un consumo molto moderato di carne, casa che da sola potrebbe bastare a fare esprimere un giudizio positivo sulla dieta a Zona.

In tutti i casi, anche  questa dieta presenta delle zone d’ombra e il suo maggior difetto è rappresentato dalla difficoltà di calcolo, trattandosi infatti di un meccanismo alquanto astruso e non da tutti pienamente compreso.

Il calcolo, infatti si basa su elementi estremamente variabili, che possono essere talmente diversi, di volta in volta, tanto da non rappresentare un parametro  sul quale fare affidamento.

In particolare sono determinanti la variabilità dell’individuo, il suo peso, l’indice di massa grassa e il tipo di attività quotidiana, che in teoria potrebbe essere anche ciascun giorno diversa dall’altro.

Altro elemento variabile sono gli alimenti stessi, che potrebbero in alcuni casi non offrire un parametro certo di riferimento.

Di contro, il vantaggio della dieta a zona è rappresentato da una riduzione del grasso di deposito, dal miglioramento delle condizioni generali dell’organismo, da un sistema immunitario particolarmente efficiente e da un incremento della massa muscolare che, ricordiamo, necessita di maggior energia rispetto alla massa grassa, per cui brucia una quantità di grasso maggiore.

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