Dieta a zona si, dieta a zona no

La dieta a zona funziona? Opinioni? E’ pericolosa per la salute? Dieta a zona si, dieta a zona no.

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Quando parliamo di diete, le opinioni e i giudizi sono per lo più contrastanti, in quanto i fautori sarebbero disposti a tutto pur di vedere osannata la dieta da loro scelta e, al contrario, i denigratori pensano di essere i soli ad avere un po’ di sale in zucca.

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Dieta a zona pro e contro

Prima di sottoporsi ad una dieta, bisogna sempre consultare il proprio medico o un nutrizionista per valutare effetti negativi specifici in base al proprio stato di buona salute ed alle patologie che si è soggetti, ma c’è da dire che rispetto ad altre diete ben più sbilanciate verso un tipo di alimenti, la dieta a zona è meno problematica e certamente meno pericolosa di altre, visto che non ha delle controindicazioni specifiche se protratta per brevi periodi.

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Vantaggi della dieta a zone

Inoltre, ha il grande pregio di raccomandare un consumo molto moderato di carne soprattutto rossa, a vantaggio di piatti a base di pesce, legumi ed ortaggi, evitando assolutamente le farine raffinate.

Basterebbero queste condizioni a fare esprimere un giudizio positivo sulla dieta a Zona.

Note positive di questo regime alimentare sono il basso apporto di colesterolo e grassi, con buon apporto di vitamine, antiossidanti e fibre, in grado di migliorare il funzionamento dell’organismo e proteggerlo da patologie glicemiche, cardiovascolari, tumorali.

I vantaggi della dieta a zona sono quindi rappresentati da una riduzione del grasso di deposito, dal miglioramento delle condizioni generali dell’organismo, da un sistema immunitario particolarmente efficiente e da un incremento della massa muscolare che, ricordiamo, necessita di maggior energia rispetto alla massa grassa, per cui brucia una quantità di grasso maggiore.


Questi pro possono però trasformarsi presto in contro.

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Svantaggi della dieta a zona

Infatti, anche questa dieta presenta delle zone d’ombra e il suo maggior difetto è rappresentato dalla difficoltà di calcolo, trattandosi di un meccanismo alquanto astruso e non da tutti pienamente compreso: dieta a zona cose da sapere, calcolo blocchi e menù.

Il calcolo, infatti si basa su elementi estremamente variabili, che possono essere talmente diversi, di volta in volta, tanto da non rappresentare un parametro sul quale fare affidamento.

In particolare sono determinanti la variabilità dell’individuo, il suo peso, l’indice di massa grassa e il tipo di attività quotidiana, che in teoria potrebbe essere anche ciascun giorno diversa dall’altro.

Altro elemento variabile sono gli alimenti stessi, che potrebbero in alcuni casi non offrire un parametro certo di riferimento e spesso sono tendenti ad offrire poche calorie, trasformando così la dieta a zone in una dieta ipocalorica, che è nello stesso tempo iperproteica.

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Controindicazioni della dieta a zone

E’ un regime alimentare che deve essere evitato a chi soffre di patologie renali ed epatiche o forme di diabete.

Per il basso apporto calorico è sconsigliata agli sportivi o a chi affronta lavori ed azioni che richiedono un importante apporto energetico.

Una dieta del genere, per gli italiani abituati alla sana ed invidiata Dieta mediterranea, è anomala, in quanto non prende in considerazione nel menù il piatto di pasta e spesso si modificano le proporzioni per adattarla al nostro fabbisogno con un consumo in 60-65% di carboidrati, 20-15% di proteine e 20-15% di grassi.

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